E' la seconda recensione che scrivo in questo apposito spazio messo a
disposizione da 'persone'. Per questo vi prego siate clementi.
Philip K. Dick. E' sempre stato il mio
scrittore preferito. Insieme ad altri certo. Ma il senso di irrealtà e
di disequilibrio che ti rimane addosso dopo uno dei suoi scritti è
qualcosa di assolutamente permeante. Ho sempre letto come fuga dalla
realtà. Come totale assorbimento dei sensi fino all'ultima pagina. Poi è
successo che ho scoperto Dick, e non c'è stato verso di uscirne mai
completamente. E' come se ci si fosse infilati in un torpore difficile
da abbandonare. Almeno volontariamente. Non nego che questo processo
necessita di una buona dose di predisposizione del soggetto. E' come la
droga 'M' (Morte) del romanzo del nostro caro. Non riuscire a essere
sicuri di quello che la realtà ci propone. Chiudere un racconto, un
romanzo di Dick e pensare che sia finita lì è, nella mia umile opinione,
assolutamente un'opera di presunzione.
Questo film, della
Warner
Indipendent Pictures, ti fa venire voglia di mettere in discussione
Cartesio - forse 'non sono' nonostante il mio 'cogito'. La realizzazione è
assolutamente un pugno nello stomaco, qualcosa di strabiliante e di
insieme molto sfuocata che rende ancora di più la dimensione di totale
dissimulazione del film. Ho letto il romanzo tempo fa, e la mia memoria
vacilla tremendamente quindi non è assolutamente detto che il film sia
una trasposizione fedele del racconto. Ma credo decisamente di sì. La
tecnica utilizzata per rendere questo film di animazione ha un qualcosa di
reale e allo stesso tempo irreale, si chiama
Rotoscoping.
Addirittura l'MIT di Boston è stato scomodato per sviluppare il
programma che ha permesso a questo film di vedere la luce. Richard
Linklater aveva già sperimentato questa tecnica nel 2001 con Walking
Life, che purtroppo non ho visto e quindi non posso mettere in
correlazione con A Scanner Darkly. Decisamente un film da vedere -
quest'ultimo intendo.
Soprattutto per chi non è sicuro che sia effettivamente la realtà sia
quella che vede. L'alienazione di questo film mi ha ricordato una
alienazione totalmente diversa ma di uguale impatto: E morì con un
felafel in mano. Se in questo momento chiudete gli occhi, siete sicuri
che il mondo continui ad esistere?.
Non sto qui a elogiare le
invenzioni innovative di Dick, ma devo dire che la realizzazione della
tuta dissimulante è stata esattamente come me
l'aspettavo.
Rispetto a film simili tratti dai romanzi e racconti
di Philip Dick, si nota in comune il senso di irrealtà e il continuo
vacillare del
protagonista fino alla perdita totale della stabilità nella parte
finale. Mi ricordo Impostor, Atto di forza (qui ci sarebbe un'altra
discussione da intraprendere), Blade Runner etc. Troppo ci sarebbe da
scrivere..
La recitazione
degli attori non è di certo la componente più importante, ma se volete
qualche foto in originale delle riprese le trovate
qui.
Un
voto? un bel 9. Perchè domani potrei pentirmi di avergli dato un 10.
Sempre ammesso che tutto questo sia reale e che domani esista per
davvero. ..